La difesa dei diritti
in campo fiscale

Il budget è percepito come impossibile: i miei commenti

Carissimi buongiorno, ho fatto un sondaggio nei giorni scorsi sulla mia pagina che ha dato degli esiti abbastanza interessanti e voglio parlarne in questo video. Il tema era quello della nuova prospettiva che il codice sulla crisi d'impresa dà agli imprenditori: l'obbligo di legge di monitorare e programmare la situazione finanziaria dell'azienda a 6 mesi. Ne ho già parlato in altri video ma sono interessanti i vostri commenti e vorrei parlarne ora.

Il quesito era il seguente:

"Il nuovo codice sul rischio d'impresa impone all'imprenditore di fare una valutazione delle prospettive finanziarie dell'azienda a 6 mesi. Mi dici cosa ne pensi e me lo motivi sotto?"

Questo era il quesito e questa la risposta:

29% "Ok, non c'è problema"

71% "Impossibile"

Esiste quindi, ed è percepita, una grossa difficoltà dell'imprenditori a fare programmazione finanziaria per la propria azienda. Leggiamo insieme alcuni dei vostri commenti:

Davide Noto: "Dico impossibile perché neanche lo Stato riesce a emettere delle regole in tempo (vedi quest'anno che i bilanci sono stati chiusi dopo quasi 12 mesi) figuriamoci se noi possiamo sapere se tutti i clienti saranno dei buoni pagatori, oppure esce una norma che stravolge il settore in cui lavori"

Carissimo, non possiamo in alcun modo come imprenditori confrontarci con lo Stato. E' vero che lo Stato quest'anno ha fatto dei pasticci incredibili, gli ISA sono stati pubblicato talmente in ritardo che le imposte sono andate a settembre e addirittura le ultime imposte dell'ISA sono andate a fine novembre ma questo non significa assolutamente nulla. Lo Stato, mi dispiace dirlo, è inefficiente per natura, lo Stato tira a campare, l'imprenditore deve essere n volte, 1000 volte più efficiente dello Stato, perché non deve tirare a campare ma deve realizzare un profitto e lo può fare solo pianificando. Quindi non ci confrontiamo con lo Stato come parametro di massima efficienza. Detto questo, è chiaro che non possiamo sapere se tutti saranno dei buoni pagatori ma dallo storico possiamo avere un'idea del ritardo con cui verremo pagati ed è vero che può uscire una norma che stravolge il settore ma allora questo vuol dire che l'imprenditore naviga costantemente al buio.

Antimo Il Grigio Guarino:" Pagamenti da spa 120 gg nessuno li rispetta e io piccolo artigiano devo fare da banca a loro"

Senz'altro una situazione spiacevole ma non imprevedibile. Se tu hai scelto o non hai potuto che avere clienti di questo tipo allora la tua programmazione finanziaria deve tenere conto dei ritardi medi di pagamento, però il fatto che i clienti ritardino e anche le pubbliche amministrazioni non ci impedisce di costruire un budget.

Davide Tierno: "Il problema è che in Italia manca una cultura della consulenza...l'imprenditore non percepisce il valore della consulenza, considerandola un costo aggiuntivo"

Questo è sicuramente vero e senz'altro sono d'accordo che in parte l'incapacità dell'imprenditore di fare una programmazione finanziaria nasca da una non sufficiente competenza tecnica nella lettura del bilancio, nella redazione del bilancio e nell'analisi finanziaria della propria azienda. Se è vero quindi che ci sono tantissime incertezze e non può non essere così vista l'area imprenditoriale, tuttavia la percepita impossibilità di creare un budget nasce in parte anche dalla non sufficiente competenza sugli strumenti di analisi di bilancio e di gestione finanziaria.

Alessandro Ginestro: "Impossibile per due ragioni: 1) le piccole aziende non possono sapere come va il mercato, ci sono troppe variabili per loro; 2) nel mio caso specifico, lavorando principalmente con le PA non ho tempi certi di pagamento, quindi la mia situazione finanziaria sarà sempre altalenante, se a questo aggiungi che per avere il rimborso IVA, perché vado quasi sempre a credito, ci vogliono dai 4 ai 6 mesi..."

Ma allora la domanda è questa: davvero fare impresa è come giocare d'azzardo? Io comprendo la difficoltà di pianificare e programmare, ma nell'incertezza non possiamo essere completamente al buio. Se non siamo in grado di fare una programmazione finanziaria, evitiamo di prevedere a grandi linee, di massima, quali saranno i bisogni finanziari della nostra azienda non potremo ad esempio andare in una banca a chiedere un fido, di che fido avremo bisogno? La gestione corrente della nostra azienda di fido ha bisogno per gestire i ritardi dei pagamenti dei clienti, i ritardi dei rimborsi dell'IVA, ecc.

Questo aspetto dobbiamo considerarlo, altrimenti ci ritroveremo davvero ad aver chiesto un fido alla banca e a metà del guado quel fido non basta e non basta perché magari non abbiamo fatto un budget sufficientemente accurato.

Fabio Polvara: "Il ruolo dell'imprenditore, quello vero, è mettersi costantemente in gioco, abbiamo esempi di aziende nate esclusivamente su montagne di debiti.

E' un gioco, se ti va bene ne esci ricco, se ti va male hai sbagliato l'analisi o qualcosa nel meccanismo si è inceppato.

Prevederlo con 6 mesi di anticipo vuol dire che per mestiere fai il politico e ti mantengono gli altri, cioè noi!

Quindi ti inventi queste regole che sai già che non hanno alcun significato imprenditoriale."

Tu dici che è un gioco ma davvero è solo un gioco? Se è un gioco d'azzardo fare l'imprenditore giochiamo al Superenalotto, andiamo al Casinò e giochiamo alla roulette?

Davvero è solo un gioco e non si può prevedere nulla?

Inoltre...che il budget di un politico sia più semplice di quello di un imprenditore non c'è dubbio, stipendio fisso, pagato da noi e finisce così! Tuttavia quello che io sostengo è che il budget non deve essere per forza azzeccato, cioè la norma non chiede di fare gli indovini e indovinare da qui a 6 mesi dove saremo ma di fare delle previsioni, se le previsioni vengono sbagliate oggi non è che ci troveremo tra 6 mesi a parlarne, tra 15 giorni, tra 1 mese le rivediamo. Il budgeting è un processo continuo che deve fare l'imprenditore, non è un gioco dove vinci se indovini, serve per fare un minimo di programmazione senza la quale davvero stiamo navigando al buio, nella notte, senza bussola, senza fari e senza stelle.

Alberto Di Stefano: "Luca ho votato 'sì, non c'è problema" perché di impossibile non c'è nulla. Ma è ovvio che un'azienda che lavora per gare commesse come la mia ha difficoltà di programmazione sia circa i lavori che entreranno, sia circa i tempi di incasso, spesso legati ai processi di contabilizzazione di cantiere e a disponibilità di cassa del committente.

Detto ciò fare o cercare di fare programmazione finanziaria a 6 mesi dovrebbe essere normale anche in assenza di procedure di crisi."

E' vero che il mio sondaggio era provocatorio, perché 'ok, non c'è problema" è una risposta senz'altro inadeguata perché qualche problema c'è sempre ma è vero: chi dice che è impossibile si sta buttando in una impresa ardua, quella di navigare al buio. Allora troviamo un equilibrio tra questo 'ok, non c'è problema' e questo 'impossibile'.

Consapevoli delle difficoltà proviamo, caro imprenditore, a fare un pochino di programmazione.

Davide Bardi: "Non sarebbe una cattiva idea fare un mini video corso per approfondire i vari indici e come calcolarli al meglio con esempi pratici"

Io ti ringrazio per questo punto perché effettivamente, dalle risposte del sondaggio, vedo che c'è grande necessità per l'imprenditore di imparare a leggere i numeri della propria azienda, questo può essere uno spunto, un'idea che metto nel cassetto e vediamo cosa può succedere in futuro.

A presto.


A breve, per legge, dovrai calcolare sette indici di bilancio: te li spiego

Carissimo imprenditore, titolare di S.r.l. oggi facciamo insieme un piccolo esercizio di analisi di bilancio sul tuo bilancio. Ti presenterò in questo video i sette indicatori, selezionati dal Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti in applicazione della norma che richiedeva di individuare dei parametri tratti dal bilancio delle aziende per valutare in anticipo eventuali stati di crisi di impresa.

Quindi, metti in pausa questo video, stampati il tuo bilancio e facciamo un lavoro insieme per capire questo primo test se può considerarsi superato. Tieni conto che questo stesso esercizio sarà tenuto a farlo il Revisore qualora dovesse revisionare il tuo bilancio e anche in assenza di Revisore comunque queste valutazioni dovranno essere fatte. Ti ricordo che questa norma entrerà in vigore ad agosto 2020, quindi non manca tantissimo.

Esistono due parametri principali e cinque parametri secondari ma la valutazione complessiva della situazione richiede di valutare analiticamente tutti e sette i parametri che ora ti presento.

Primo parametro è il patrimonio netto. Questo è il più facile di tutti. E' evidente che la tua azienda è in crisi se il patrimonio netto è negativo. Questo non ce lo auspichiamo, se il patrimonio netto è negativo l'azienda dovrebbe essere o capitalizzata o messa in liquidazione e spero che se mi stai seguendo la tua azienda non abbia un patrimonio netto negativo.

Secondo parametro molto più complesso ed insidioso da calcolare e questo difficilmente potrai leggerlo dal tuo bilancio perché richiede analisi non solo a consuntivo ma a preventivo, richiede analisi prospettiche. L'indice si chiama Debt Service Coverage Ratio (DSCR). Significa che al numeratore dobbiamo mettere i flussi di cassa attesi dall'azienda da qui a un prossimo periodo, indicativamente sei mesi; al denominatore dobbiamo mettere gli impegni di carattere finanziario che abbiamo preso da qui a sei mesi. E' evidente che un'azienda è in una situazione di equilibrio finanziario se il flusso di cassa operativo della sua gestione riesce a coprire la restituzione dei finanziamenti che dovrà effettuare da qui a sei mesi. Tenendo conto anche non soltanto dei flussi di cassa di periodo ma anche della liquidità esistente al momento in cui si fa quest'analisi.

Questa analisi non si legge da un bilancio a consuntivo ma è possibile farla solo nel caso in cui si abbia un budget preciso di tesoreria, che valuti in maniera previsionale quali sono i flussi di cassa attesi dall'azienda e quali sono le uscite a fronte di restituzioni dei finanziamenti.

E' una generica analisi basata sui flussi di cassa che richiede particolare attenzione dell'imprenditore.

Nel caso in cui questi due valori lasciassero dei dubbi, il lettore di bilancio dovrà effettuare anche l'analisi dei cinque ulteriori indici e se tutti e cinque fossero negativi, allora marca male evidentemente per la situazione generale dell'azienda.

Il primo dei cinque indici è definito come l'Indice di Sostenibilità degli Oneri Finanziari dell'azienda.

L'azienda ha oneri finanziari sostenibili rispetto ai suoi ricavi di gestione?

Qual è il rapporto tra gli interessi passivi e i ricavi?

Se c'è una sproporzione tra interessi passivi e ricavi questo indicatore potrebbe indicare un eccessivo indebitamento dell'azienda con possibile crisi finanziaria prospettica.

Attenzione perché ognuno di questi indici non ha una soglia uguale per tutti!

Il Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ha stilato una tabella con i valori soglia per ogni indice e per ogni macro-settore economico. Quindi bisognerà individuare a quale settore tu appartieni per capire se l'indice che hai realizzato è adeguato. Per alcuni settori questo indice non può superare l'1,5%, ovvero non posso avere interessi passivi dell'1,5% rispetto al totale dei ricavi, per altri settori questo indice arriva al 3,8%.

Evidentemente è stata fatta un'analisi statistica sulla base della quale è stato rilevato che in alcuni settori è più plausibile avere un maggiore indebitamento.

Il secondo indice è un indice di adeguatezza patrimoniale e indica il rapporto tra il patrimonio netto e i debiti dell'azienda. Se un'azienda è troppo esposta rispetto ai finanziamenti di terzi evidentemente questa soluzione finanziaria potrebbe essere sbilanciata. Anche qui è molto difficile stabilire una soglia unica, le soglie sono state definite in un intorno tra 2,3 e 9,4.

Terzo indice: rapporto tra cash flow generato dall'azienda e attivo del patrimoniale, ovvero quanto flusso di cassa genera un'azienda in un anno rispetto all'attivo patrimoniale complessivo? Qui le soglie vanno da 0,3 a 1,9% ed è facile andare in negativo nel caso in cui per un anno un'azienda realizzi un cash flow negativo, l'indice misura quanto rende un'azienda rispetto al totale delle attività, cioè degli impieghi dell'azienda.

Il quarto indice rappresenta il classico indice di liquidità, ovvero il rapporto tra l'attivo circolante, cioè le attività a breve e le passività a breve. Tradizionalmente i libri di scuola dicono che tale indice deve essere superiore a 1, in realtà e curiosamente questo indice non è indicato necessariamente come sempre maggiore di 1, questo indice oscilla a seconda dei settori tra lo 0,69 e l'1,8. E' evidente che se siamo sopra 1 siamo più tranquilli, se siamo sotto 1 vuol dire che abbiamo più passività a breve che attività a breve e allora siamo più a rischio di crisi.

Infine il quinto indice indica il rapporto tra le passività di carattere tributario e previdenziale e il totale attivo dello stato patrimoniale. Purtroppo ci sono tante aziende che invece di finanziarsi ordinariamente ad esempio con il sistema bancario, lo hanno fatto negli anni tralasciando di versare importi anche consistenti di tributi e contributi. C'è una eccessiva presenza di debiti tributari e previdenziali rispetto alla consistenza patrimoniale dell'azienda potrebbe indicare un'accumularsi eccessivo di passività incompatibile con una stabilità aziendale. Questo indice oscilla nei vari settori tra 2,9 e 14.6%.

Volente o nolente, caro imprenditore, questo tema deve essere affrontato, se non hai l'abitudine del controllo di gestione e della valutazione per indici della tua azienda evidentemente questa norma ti obbligherà a una maggiore consapevolezza e una maggiore attenzione.

Fammi sapere qual è la tua impressione di tutto ciò.

A presto.

I corrispettivi telematici

Ormai dopo un anno abituati alla fatturazione elettronica, dal 2020 naturalmente nuova novità tecnologica nel rapporto con il Fisco: i corrispettivi telematici. Quindi non solo chi emette fattura ma anche chi realizza corrispettivi dovrà comunicare le informazioni sui corrispettivi ricevuti giornalmente.

In questo video cercherò di darti qualche spunto sui corrispettivi telematici, capire se puoi farne a meno, capire cosa succede se vendi online e infine capire cosa succede se non riesci ad adeguarti dal 1 gennaio 2020.

Prima questione: è possibile fare a meno del registratore di cassa telematico? Cioè di quel registratore di cassa evoluto, che consente di registrare i corrispettivi e inviarli automaticamente, tutti i giorni, all'Agenzia delle Entrate?

In alcuni casi è fattibile, in altri è impossibile.

Ti spiego i due casi in cui è plausibile pensare di non dotarsi di registratore di cassa telematico.

Primo caso: decido di non ricevere più corrispettivi ma di fare fattura. Fare fattura a tutti i clienti. A questo punto non c'è più bisogno del registratore di cassa e si fanno fatture elettroniche a tutti i clienti. Ovviamente questo è impensabile per chi ha un'attività commerciale e quindi emetteva scontrini o ricevute fiscali ed è pensabile per alcune attività che vogliono strutturarsi diversamente, quali ad esempio una carrozzeria, piuttosto che un meccanico o un artigiano, che magari emetteva ricevute fiscali e oggi preferisce dotarsi di un gestionale della fatturazione piuttosto che di un registratore di cassa portatile. Questo è fattibile anche se, nella generalità dei casi, la fatturazione elettronica è molto più onerosa dei corrispettivi telematici.

C'è poi una seconda alternativa all'acquisto del registratore di cassa telematico, che consiste non nell'emettere fatture ma nell'utilizzare gli strumenti dell'Agenzia delle Entrate per l'emissione di documenti commerciali.

Sul portare di "Fatture e Corrispettivi" c'è tutta una sezione dedicata, appunto, ai corrispettivi ed è possibile emettere documenti commerciali direttamente ai clienti direttamente dal portare dell'Agenzia delle Entrate, quindi non fare fatture, non avere un registratore di cassa telematico ma dal portale dell'Agenzia delle Entrate fare tutto quello che serve.

Io sono entrato e ho fatto dei test, può essere utile per quei soggetti che emettono pochi documenti giornalieri. In questo caso è fattibile. Lo strumento non è mal fatto, consente anche di registrare una sorta di magazzino con i beni e servizi che vengono venduti per non dover scrivere a mano ogni volta tutto quello che si vende; ha lo svantaggio di dover indicare i prezzi al netto dell'IVA e non al lordo, quindi bisogna fare dei conti ma in definitiva se le operazioni sono poche, allora è utilizzabile.

Se le operazioni sono un numero discreto, allora è molto meglio la fatturazione elettronica con strumenti adeguati o corrispettivi telematici.

Buona notizie, invece, per chi vende online perché una "santa" norma che è uscita a maggio ha stabilito che sono escluse dal corrispettivo telematico tutte quelle operazioni che erano già prima escluse dall'obbligo di consegna al cliente di un documento fiscale e tra questi le più rilevanti sono le vendite online.

Se tu vendi con la tua azienda online e quindi inserisci nel Registro dei Corrispettivi gli incassi venduti, non hai altro obbligo rispetto al soggetto a cui hai venduto. Hai soltanto l'obbligo di annotazione nel Registro dei Corrispettivi delle vendite effettuate.

Sarà così anche un domani.

Quindi chi fa vendite online non dovrà dotarsi di alcun registratore telematico, non deve andare sul portale dell'Agenzia delle Entrate, deve continuare come prima ad annotare sul Registro dei Corrispettivi cartaceo tutto quanto ha ricevuto e non fatturato, e questo non è male.

Infine, anche qui come era successo l'anno scorso per la fatturazione elettronica è previsto un periodo transitorio in cui si è esenti da sanzione. E' possibile inviare i dati all'Agenzia delle Entrate anche oltre il termine che è ordinariamente previsto e che è di 12 giorni, come 12 giorni è il termine a disposizione per emettere le fatturazioni elettroniche rispetto alla data di effettuazione dell'operazione.

Possiamo comunicare all'Agenzia delle Entrate i corrispettivi di un mese entro la fine del mese successivo purché continuiamo a comportarci in questo tempo come abbiamo fatto in passato, cioè continuando a dare ricevute fiscali o scontrini ai nostri clienti e allora possiamo prenderci un mese di tempo e comunicare i corrispettivi di gennaio fino alla fine di febbraio.

Questo ci vedrà esenti da sanzione e varrà per i primi sei mesi di applicazione.

Oggi che faccio questo video siamo al 20 di novembre, c'è ancora un pochino di tempo per adeguarsi, consiglio a tutti di farlo per tempo.

In bocca al lupo anche per questa nuova innovazione.