La difesa dei diritti
in campo fiscale

Gratificare i dipendenti: TRE strategie efficienti

Vogliamo gratificare o no, signore e signori, questi dipendenti che lavorano per noi?

Vogliamo riuscire a creare in azienda un clima collaborativo e non punitivo nei confronti dei dipendenti?

Non voglio allargare troppo il discorso e parlare di filosofia o sociologia, sono comunque convinto che ci sia necessità, nel nostro Paese, di una seria riflessione da parte di imprenditori e professionisti sul rapporto con i dipendenti e su come gestire in maniera efficace il rapporto con i dipendenti.

In questo video vi voglio dare qualche informazione generale su come, in maniera fiscalmente intelligente, è possibile gratificare i nostri dipendenti.

Gli aspetti che qui voglio descrivere in particolare sono tre:

Un primo aspetto, un primo modo per gratificare i nostri dipendenti è quello di attribuire loro buoni pasto. Questo va fatto per tutti i dipendenti, non possiamo dire "tu sì e tu no", ma un primo modo per gratificare i dipendenti è quello di dare loro dei buoni pasto: 5€ o poco più a pasto, che diventano 7€ nel caso in cui il ticket sia uno strumento digitale. I dipendenti certamente apprezzeranno il fatto di avere un bonus che è esentasse per loro ed è interamente deducibile per l'azienda. Persino l'IVA è detraibile per l'azienda.

Un secondo aspetto riguarda invece la gratificazione che possiamo dare ai dipendenti che vanno in trasferta, specialmente se utilizzano la loro auto. Possiamo attribuire loro un rimborso chilometrico per i chilometri che fanno, calcolato sulle tariffe ACI relative all'autovettura che utilizza e questo è un peccato non farlo, nel caso in cui chiediamo a un dipendente di andare in trasferta e ovviamente se lo merita pure.

Indipendentemente poi dal fatto di utilizzare la sua auto, il fatto di andare in trasferta fuori dal Comune di residenza dell'azienda ci autorizza a dargli un rimborso spese forfettario, in alternativa o insieme al rimborso analitico delle spese che lui sostiene.

Ricordiamoci che sia i rimborsi spese che i rimborsi analitici o forfettari sono deducibili per l'azienda e non sono tassabili per il dipendente.

Infine la novità di questi ultimi anni: il welfare aziendale. Le aziende possono decidere di contrattualizzare con la generalità dei loro dipendenti alcuni accordi per cui offrono a tutti i dipendenti alcuni specifici benefici: iscrizione in palestra, iscrizione a corsi di lingua, alcuni benefit per la famiglia del dipendente, ecc. ecc.

La casistica può essere davvero varia e la norma prevede la deducibilità fiscale di queste spese, che di nuovo non sono tassate in capo al dipendente. Quindi, per l'imprenditore più attento al rapporto con i dipendenti ci sono varie cose che si possono fare e certamente il clima nell'azienda ne gioverà.