La difesa dei diritti
in campo fiscale

Le imposte si pagano al 30 settembre in attesa degli ISA

Commercialisti tutti a mare a prendere il sole a quanto pare? In realtà non è così ma per la prima volta (che io ricordi) il pagamento delle imposte slitta da giugno a luglio e poi addirittura al 30 settembre.

Tutti i contribuenti che hanno un codice attività per il quale è stato approvato l'ISA, Indicatore Sintetico di Affidabilità, avranno la scadenza delle imposte prorogate al 30 settembre, anche se in realtà l'ISA non devono compilarlo perché, per esempio, sono forfettari o minimi oppure sono al primo anni di attività.

Tutte le scadenze vanno al 30 settembre: quindi, caro imprenditore, ti puoi godere un'estate più serena del solito visto che le imposte le pagherai più avanti però attenzione perché mentre prima pagavi le imposte da giugno a novembre, ora tra il 30 settembre e il 30 novembre ti troverai a pagare tutto il saldo e tutto l'acconto, quindi mi raccomando la gestione finanziaria dei prossimi mesi.

Qual è il motivo di questo rinvio?

Il motivo è che c'è stato un forte ritardo nella pubblicazione di questi nuovi Indicatori Sintetici di Affidabilità che sostituiscono gli studi di settore. Non avendo al momento della scadenza ancora a disposizione i modelli definitivi, quello che è successo è che opportunamente si è deciso un differimento del pagamento delle imposte.

Qualche riflessione però sull'argomento. Se mi segui sulla mia pagina sai che io cerco sempre di non essere mai polemico ma sempre propositivo però una cosa qui va detta: dare 6-7 mesi dopo la fine di un esercizio fiscale un voto, perché questo in realtà danno, un voto sull'affidabilità del contribuente che va da 1 a 10 senza avere preventivamente informato il contribuente su come questo voto sarebbe stato calcolato è un po' come chiedere allo studente di andare all'esame di maturità senza dirgli prima quali sono le materie sulle quali deve prepararsi.

Una regola di civiltà giuridica vorrebbe che il contribuente nel momento in cui inizia un anno fiscale, il 1 gennaio 2018, dovrebbe conoscere tutte le regole del gioco, sapendo dove si andrà a parare e sapendo, se ci sarà una valutazione, come questa valutazione è strutturata. Invece questa valutazione ci casca dal cielo sei mesi dopo la fine dell'esercizio, senza poter più fare molto e questo non funziona. Senza dimenticare che questo ritardo nuoce anche all'erario che incasserà con grosso ritardo rispetto alle abitudini i saldi e gli acconti delle imposte.

Datemi ancora qualche giorno per approfondire gli ISEE e poi verranno altri video, anche se devo dirvi la verità, da quello che ho visto finora più che un esame di maturità sembra un test INVALSI.